14
giu
08

c’è ancora speranza

prima che fa giorno, ci vuole il buio…

Maria F. (3 anni, quasi 4)

28
mar
08

O capitani, miei capitani…

Veltroni non va a Porta a Porta: quindi neanche Berlusconi può andarci.

 Berlusconi non andrà dall’Annunziata: quindi neanche Veltroni potrà andarci.

E’ proprio vero: i 2 leaders si stanno copiando i programmi.

16
mar
08

il viaggiatore immobile (piccolo saggio)

Socrate, da giovane, aveva viaggiato molto: la sua Atene era spesso in guerra, e lui andava a combattere. Era un ottimo combattente. Doveva combattere e combatteva.
 
Quando, più anziano, gli chiedevano perchè non viaggiasse mai, rispondeva: “Perchè dovrei viaggiare?”

Forse non sono queste le parole esatte, ma non importa. Socrate amava capire gli uomini o almeno amava provarci. E voleva che gli uomini provassero a capire se stessi. Ad Atene c’erano degli uomini, quindi Atene andava più che bene. Come qualsiasi altro posto. O città.
 
Alla fine, il suo comportamento lo condannò a morte: poche persone vogliono farsi conoscere, ancora meno vogliono conoscersi.

Socrate accettò il verdetto: quando doveva combattere, aveva combattuto. Ora che doveva morire, sarebbe morto. Quando si è liberi, si è liberi perfino dalla libertà. 

E’ più facile condannare a morte qualcuno che guardarsi dentro. Ma questa è un’altra storia. O forse no.

Nella nostra società, quella che viene definita moderna e/o occidentale, viaggiare è diventato obbligatorio: viviamo nel miglior mondo possibile, eppure “Appena hanno qualche giorno di libertà gli abitanti dell’Europa occidentale si precipitano all’altro capo del mondo, attraversano in volo metà globo, si comportano letteralmente come evasi dalla galera.” (Houellebecq)

Viaggiare non è un’esclusiva contemporanea. Fare finta di viaggiare invece lo è.

Prima di partire per l’Africa, a Gide venne chiesto cosa andasse a cercare nel continente nero: “Aspetto di andare laggiù per saperlo”, rispose: questo è il viaggio. Ma è impegnativo, terribilmente impegnativo.

Perciò ci aiuta aver letto Celine: “E’ questo l’esilio, l’estero, quell’inesorabile osservazione dell’esistenza com’essa è veramente durante quelle ore lucide, eccezionali nella trama del tempo umano, in cui le abitudini del paese precedente vi abbandonano, senza che le altre, le nuove, vi abbian già sufficentemente abbruttito. Tutto in quei momenti viene ad aggiungersi alla vostra immonda povertà per forzarvi, debole, a discernere le cose, le persone e l’avvenire come sono, ossia scheletri, nulla di nulla, che però bisognerà amare, preferire, difendere, animare come se esistessero. Un altro paese, altre persone intorno a sè, agitate in modo in po’ bizzarro, qualche piccola vanità in meno, dissipata, qualche orgoglio che non trova più la sua ragione, la sua menzogna, la sua eco familiare, e non occorre di più, la testa vi gira e il dubbio vi attira e l’infinito si apre solo per voi, un ridicolo piccolo infinito e voi ci cascate dentro… Il viaggio è la ricerca di questo nulla, di questa piccola vertigine per coglioni…”.

Il vero viaggiatore, il viaggiatore immobile, non sa cosa farsene di “questa piccola vertigine per coglioni”.

Il vero viaggiatore sa che non importa dove si è. E “Impassibile egli vede  la terra/ un’altra farsi da quella che fu sua/ non più “muori” e non più “divieni”:/la perfezione, immobile, lo guarda.”(Benn)

12
feb
08

Per chi votare

Il discorso di Berlusconi, e quello di Veltroni mi hanno convinto. Tutti e due.

Ora so per chi votare: per nessuno.

 Fate come me.

01
feb
08

perdono

Perdono:

se fosse possibile perdonare gli altri con la stessa facilità con la quale perdoniamo noi stessi…

01
feb
08

la fama

La fama, spesso, toglie la fame.

Ma aumenta l’appetito.

01
feb
08

sesso (e non solo) e felicità

Chi si accontenta gode. Chi gode forse non si accontenta…

Ma almeno gode.




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